lunedì 1 luglio 2013

Recensione:. ANASTASIO FARINI "Lil' Angel" (Heart Of Steel Records 2013)

Sotto esame oggi l'album "Lil' Angel" di ANASTASIO FARINI, che contiene 9 brani di melodic Hard Rock, deluxe e per raffinati rockers.

Le caratteristiche stilistiche di questo lavoro sono la grande varietà di generi che il chitarrista greco ci regala, dal Glam o Hair Metal fino al Neoclassico.
L'opener e titletrack "Lil' Angel" pone il solismo di Anastasio molto vicino a certe elucubrazioni ben riuscite di Malmsteen, la successiva "Sweet lovin' girl" è un brano maturo sopratutto grazie alla voce virile di Rob Mancini che si dimostra cantante di caratura.
In un attimo ci troviamo nel pieno degli anni 80 con il brano "Anytime all the time", un brano frizzante e melodico, con il singer Pelle Seather assolutamente a proprio agio!

Nel brano "Brother to brother" fà la propria comparsa il mitico cantante inglese Reuben Archer, ricordo come fosse ieri quando acquistai il live bootleg degli Stampede e le emozioni che mi regalò!
La song è rocciosa in stile british, con piccole reminiscenze a ricordarci bands storiche come Ufo e Thin Lizzy, un gioiello da riascoltare più volte.
La track numero 5 che si intitola "I will be loving you forever" vede alla voce un altro ospite, Darren Grant, un singer che purtroppo a mio avviso in questa occasione pecca leggermente di intonazione, il brano sarebbe interessante ma per questo motivo per me inascoltabile.


Anastasio si lascia andare e si esalta nella successiva "Phantom of the opera", interamente strumentale, emozionale e classicheggiante, nell'aria, i maestri della sei corde, da Yngwei a Blackmore.
Il noto cantante greco George Gakis interpreta la cover dei Duran Duran "Wild boys", l'effetto dovrebbe essere, quello di rendere questo brano poderoso come un treno in corsa, ahimè devo convenire che forse complice la registrazione, oppure gli arrangiamenti non proprio convincenti, la cover risulta sterile e poco incisiva!


Robusto l'hard rock di "Like my way of love" dove questa volta l'australiano Darren Grant riesce a mantenere salde le briglie del brano, esprimendo una vocalità robusta e in qualche frangente teatrale.
L'album di Anastasio Farini si chiude con un brano strumentale intitolato "Prelude", molto interessante, sempre ispirato al neoclassico, suonato con grande perizia e cuore, e che conferma il chitarrista greco tra le nuove linfe chitarristiche di questa generazione di "copia e incolla", un musicista che ha la capacità e possibilità di imporsi e sciorinare buona musica per noi ultimi indistruttibili amatori del ROCK.

voto: 70/100

by Cianos


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